RELIGIOSO

Sotto il Patrimonio della Chiesa la Tuscia per molti secoli ha visto sorgere confraternite e ordini religiosi, e con loro numerosi conventi, chiese e santuari, alcuni diventati importantissimi luoghi di culto e di devozione cristiana, meta di moltissimi pellegrini da tutto il mondo. E quando la fede incontra l'arte lo spirito non può che giovarne.

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IMPERDIBILI



VITERBO PAPALE: CHIESE E CONVENTI

Assieme a Roma ed Avignone, Viterbo può fregiarsi del titolo di sede papale, dove proprio qui, nella seconda metà del Duecento, nacque il conclave. Per questo motivo la città di Viterbo è ricchissima di chiese, santuari e conventi alcuni dei quali sorti addirittura nel XII secolo. Tra i tanti, si ricordano la chiesa di San Silvestro, citata anche da Dante nella Divina Commedia nel XII canto dell'Inferno, Santa Maria Nuova, dal cui pulpito predicò San Tommaso d'Aquino e la chiesa di San Francesco, che custodisce i monumenti funebri dei pontefici Clemente IV e Adriano IV.



BOLSENA E ACQUAPENDENTE

Attraversati dalla via Francigena, oltre ad essere due borghi splendidi, il primo sulle rive del lago, il secondo al confine con la Toscana, sono mete imprescindibili per il pellegrino.
A Bolsena, nel complesso basilicale di Santa Cristina, un sacerdote boemo, pellegrino verso Roma per sciogliere i suoi dubbi riguardanti l'eucaristia, volle celebrare la messa sulla tomba della martire Cristina. Alle parole della consacrazione dall'ostia cominciò a sgorgare sangue che bagnò il corporale e alcune pietre del pavimento. Papa Urbano IV, constatato l'accaduto, istituì nel 1264 la festa del Corpus Domini. Le pietre sono custodite all'interno della Chiesa delle Sacre Pietre, nel complesso basilicale di Santa Cristina.
Ad Acquapendente attorno all'anno Mille, è stata costruita la Cripta del Santo Sepolcro, all'interno della quale si trova il sacello che riproduce il Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove sono custodite le pietre che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate del sangue di Cristo durante la Passione.



LA MADONNA DELLA QUERCIA

A solo 2 km da Viterbo, è uno dei più importanti santuari d'Italia, dedicato alla Madonna della Quercia, Colei che in molte occasioni, premiò la devozione dei suoi fedeli compiendo numerosi miracoli. Con la Madonna della Quercia, dal 1467 i viterbesi hanno stipulato il cosiddetto "Patto d'Amore" che ancora oggi nella seconda domenica del mese di settembre viene rinnovato. È meta di pellegrinaggi di fedeli e di pontefici dal Quattrocento ai giorni nostri: si ricordano la visita nel 1986 di Papa Giovanni Paolo II che la proclamò "Patrona della Diocesi" e di Papa Benedetto XVI nel settembre del 2009.




APPASSIONATI



SANTA ROSA

Il monastero di Santa Rosa, patrona cittadina, fu fondato agli inizi del XIII secolo e le fondatrici seguivano l'esempio di Chiara d'Assisi. Accanto al monastero sono il Santuario, dove è conservato il Sacro Corpo, e l'umile Casa di Santa Rosa che ci è stata tramandata inalterata dal XIII secolo. La solenne processione che ogni 3 settembre percorre le vie della città di Viterbo, rinnova l'antica usanza per la quale le autorità cittadine, insieme al clero, si recavano a rendere omaggio alla Santa patrona, in ricordo della traslazione del suo corpo voluta da Alessandro IV nel 1258.
In ricordo di quell'evento cominciò ad affermarsi la Processione con il trasporto di un "baldacchino", che nei secoli successivi prende il nome di "macchina", assumendo forme e grandezze via via sempre più spettacolari.




CULTORI



LA BAGNOREGIO DI SAN BONAVENTURA

San Bonaventura da Bagnoregio è considerato uno tra i più importanti biografi di San Francesco d'Assisi, tant'è che alla sua biografia "La Legenda Maior" si ispirò Giotto per il ciclo delle storie sul Santo nella basilica di Assisi.
Per diciassette anni fu ministro generale dell'Ordine francescano, del quale è ritenuto uno dei padri.
l 14 marzo 1490, a seguito della ricognizione del corpo del Santo a Lione, venne estratto il braccio destro che l'anno seguente fu trasferito a Bagnoregio. Oggi il «santo braccio», rimasta l'unica reliquia al mondo di San Bonaventura, dopo la profanazione del suo sepolcro e la dispersione dei suoi resti eseguita dagli Ugonotti nel 1562, si trova a Bagnoregio nella concattedrale di San Nicola.
Inoltre, dal Belvedere di San Francesco Vecchio vi è l'accesso ad una grotta, antichissima tomba etrusca, dove la tradizione vuole che abbia preso alloggio per alcuni giorni S. Francesco quando venne a predicare e fondare il Locus francescano e dove venne risanato miracolosamente S. Bonaventura per intercessione del Poverello d'Assisi.


VITERBO – Palazzo Papale

VITERBO – Palazzo Papale

VITERBO – Chiesa di Santa Maria Nuova – Cappelle affrescate

VITERBO – Chiesa di Santa Maria Nuova – Cappelle affrescate

VITERBO – Chiesa di San Sisto – interno

VITERBO – Chiesa di San Sisto – interno

VITERBO – Chiesa di San Francesco – Monumento funebre di papa Adriano V

VITERBO – Chiesa di San Francesco – Monumento funebre di papa Adriano V

BOLSENA – Altare del Miracolo

BOLSENA – Altare del Miracolo

LA QUERCIA – Chiostro del santuario

LA QUERCIA – Chiostro del santuario

VITERBO – Facchini di Santa Rosa davanti al monastero

VITERBO – Facchini di Santa Rosa davanti al monastero

CIVITA DI BAGNOREGIO – Edicola-casa di San Bonaventura

CIVITA DI BAGNOREGIO – Edicola-casa di San Bonaventura