Una settimana nella Tuscia: tutto quello che c’è da vedere (… o quasi) in provincia di Viterbo

Se hai deciso di trascorrere una settimana delle tue vacanze in provincia di Viterbo non rimarrai deluso! In questa pagina troverai le località più interessanti da scoprire nella Tuscia con proposte di tour con visita guidata in compagnia di una guida turistica abilitata, un professionista spigliato che sappia farti assaporare gli aneddoti, le curiosità e la vita genuina della gente attraverso i racconti dei luoghi che giorno dopo giorno andrai a visitare.

Primo giorno: Viterbo – Villa Lante a Bagnaia

Viterbo

Il primo giorno del tour di una settimana in Tuscia andremo alla scoperta dei monumenti più interessanti all'interno delle mura medievali di Viterbo. Tanti rimangono sorpresi dalla bellezza e dalla ricchezza del passato che si respira in ogni angolo. La nostra visita guidata parte da Palazzo dei Priori, con le sale affrescate che ci proiettano direttamente nel Cinquecento viterbese. È però nel Medioevo che Viterbo diventa meta ambita di nobili e pontefici; a questi ultimi in particolare si deve la realizzazione del maestoso simbolo cittadino, il Palazzo Papale. All'ombra del campanile della Cattedrale di San Lorenzo ammireremo la loggia papale per poi spostarci nel quartiere medievale di San Pellegrino, che ha la peculiarità di essere il più intatto d'Europa. Le altissime torri, le case-ponte, le viuzze strette lasciano senza fiato e ci riportano in tempi passati.

Questa zona di Viterbo, così caratteristica, è ideale per fare una sosta gastronomica, scegliendo uno dei piatti della tradizione nelle osterie del posto o sorseggiando un aperitivo all'aperto.

Villa Lante

Bagnaia, che si trova a soli quattro chilometri da Viterbo, conserva uno dei dieci giardini all'italiana più belli al mondo! Il nostro tour ci porta a casa di Giovan Francesco Gambara, un famoso cardinale del '500 che scelse di edificare qui la sua Villa delle Delizie, ispirandosi all'Età dell'Oro e divertendosi a elaborare nei giardini giochi d'acqua e maestose terrazze. L'acqua, la roccia vulcanica e le siepi di bosso sono protagoniste indiscusse di questo luogo magico; una vera e propria oasi verde che nasconde messaggi politici e religiosi importanti e che ti svelerò durante la nostra visita guidata.

Secondo giorno: La Quercia – Sacro Bosco di Bomarzo – Vitorchiano

Santa Maria della Quercia

La seconda giornata del nostro tour di una settimana in Tuscia può iniziare con la visita a questo santuario, posto a soli due chilometri da Viterbo. Imperatori e decine di pontefici vennero a rendere omaggio alla Vergine e Benedetto XVI fu solo l'ultimo in ordine di tempo. Come mai? Questo luogo altro non è che il secondo santuario mariano più importante della cristianità dopo quello di Loreto.

La sua importanza è nota fin dall’antichità, grazie ai numerosi miracoli compiuti da questa Vergine, dipinta su una tegola ancora affissa sul tronco di una quercia secolare. Questa iconografia è custodita in un palazzo dall'immenso soffitto ligneo rivestito completamente da sessanta chili d'oro; il primo proveniente dalle Americhe e donato da Papa Paolo III Farnese come ex voto alla Madonna della Quercia.

Sacro Bosco o Parco dei Mostri di Bomarzo

Continuiamo il tour con un particolarissimo giardino che si trova a Bomarzo, distante una ventina di minuti da Viterbo. Chiamato popolarmente Parco dei Mostri, questo luogo è davvero un unicum nel panorama mondiale dell'arte. Si tratta di un giardino rinascimentale fatto realizzare da Vicino Orsini sfruttando le rocce vulcaniche del luogo. A pochi chilometri di distanza da ViterboBagnaia e Vitorchiano, il cosiddetto "Parco dei Mostri" ancora oggi stupisce il visitatore che viene catapultato in un’altra dimensione quasi onirica, dove si trovano figure mostruose nascoste nel verde. Il Parco dei Mostri, dopo secoli di incurie, è stato riscoperto e valorizzato agli inizi del Novecento, ma gli studiosi non riuscivano proprio a comprendere il senso di questa grande opera, riducendo la riflessione ad alcune teorie. La scoperta del significato intrinseco del Parco voluto da Orsini si è fatta solo di recente: si tratta di un vero e proprio percorso di purificazione dell'anima attraverso l'incontro con sculture rappresentanti tutto l'Universo che allora si conosceva.

Vitorchiano

Concludiamo la giornata di tour con uno dei centri storici più belli di tutta la provincia di Viterbo. Anzi, Vitorchiano fa parte proprio dei borghi più belli d’Italia e le abitazioni sembrano un tutt'uno con lo sperone di roccia vulcanica che le sostiene, meritandosi il titolo di Borgo sospeso.
La doppia cinta muraria perfettamente conservata divide la zona rinascimentale da quella medievale, costruita sfruttando gli antichi tracciati etruschi e ogni viuzza è un’esplosione di colori di fiori che risaltano sulla pietra grigia di peperino. Vitorchiano è una vera e propria terrazza sulla natura circostante. Non lasceremo ovviamente il “Borgo di Pietra” senza aver visto l’unico Moai esistente al mondo al di fuori dell’Isola di Pasqua: una vera chicca di questo paese senza tempo.

Terzo giorno: Tarquinia – Tuscania

Tarquinia

Il terzo giorno di tour alla scoperta della provincia di Viterbo è dedicato al mondo degli etruschi, con due località che a mio avviso sono davvero imperdibili. 

Iniziamo da Tarquinia, distante una mezz'ora di auto da Viterbo, famosa per le sue spiagge ma soprattutto per la spettacolare necropoli Monterozzi, monumento UNESCO, dove è possibile visitare le più belle tombe dipinte tra le oltre 6000 presenti in pochi chilometri quadrati, la maggior parte realizzate oltre 2500 anni fa. I colori vivi delle pitture fanno rivivere i fasti di questo antichissimo popolo e della vita quotidiana fatta di banchetti, danzatori, musici, antichi giochi di società, ma anche di mostri, demoni e divinità infernali, animali esotici e scene erotiche.

Temi simili si ritrovano anche nei preziosissimi reperti custoditi nel Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti al mondo interamente dedicato al mondo etrusco. Sarcofagi, vasi, monetegioielli in oro e pietre preziose, specchibalsamari, strumenti di uso domestico, suppellettili, ex voto si raccontano prima di ammirare i due capolavori assoluti del museo: i Cavalli alati e il Mitra.

Usciti dal Museo, possiamo goderci un gelato o uno spuntino passeggiando all’ombra delle alte torri medievali del centro storico, con le sue antiche chiese in pietra, le sue viuzze curate e strette dalla mole di straordinari palazzi nobiliari e rifarci gli occhi con i tanti affacci panoramici sul mare e sulla campagna circostante.

Tuscania

La nostra vista guidata prosegue con questa cittadina che vanta un bellissimo centro storico per metà medievale e per metà rinascimentale, impreziosito dai signorili palazzi intonacati e dalle abitazioni più antiche in tufo, che stupiscono per la loro semplicità e bellezza, ma anche per i parchi e i punti panoramici davvero mozzafiato sulle valli circostanti.
Anche qui, il passato etrusco è tangibile ovunque, tanto da essere nominata “La città dei sarcofagi”. Pensa che molti coperchi di sarcofagi etruschi in pietra sono stati utilizzati come arredo urbano nelle piazze cittadine e all’interno di chiese importanti come quella situata sul colle San Pietro, l’antica acropoli etrusca.

Dopo una passeggiata in centro, ci spostiamo a visitare i due capolavori di Tuscania:

  • Santa Maria Maggiore: fondata tra VIII e l’XI secolo conserva un robusto campanile, rosoni e portali scolpiti e metri quadrati di affreschi medievali realizzati sulle pareti interne, oltre ad arredi in pietra di epoche antichissime. Un vero gioiello che lascia a bocca aperta, soprattutto quando ci si trova davanti al maestoso Giudizio Universale dipinto nel Trecento da Guido d’Arezzo.
  • San Pietro: coeva alla precedente, è una delle basiliche paleocristiane più importanti di tutta la provincia di Viterbo e del centro Italia. Stupisce subito per la sua location: difesa da altissime torri e circondata da un prato verdissimo, la facciata è un capolavoro della scultura medievale: statue, bassorilievi, mosaici colorati, colonne, nicchie, archi e un rosone unico nel suo genere si stagliano sul caldo e rustico colore del tufo. All’interno, un mosaico di pietra ricopre il pavimento, le pareti sono decorate da sarcofagi etruschi e alcuni dipinti, mentre al di sotto del pavimento si apre la cripta, una foresta di colonne di riuso di epoca romana o provenienti da monumenti medievali più antichi.

Quarto giorno: Sutri – Palazzo Farnese a Caprarola

Sutri

Nel quarto giorno di tour della nostra settimana in Tuscia alla scoperta delle meraviglie della provincia di Viterbo ci spostiamo a sud, iniziando da Sutri, ultima tappa dei pellegrini che percorrevano la via Francigena diretti a Roma.
Qui le tracce etrusche, falische, romane, medievali e rinascimentali si fondono per creare uno scenario unico nello stupendo Parco regionale "Antichissima Città di Sutri", a meno di un’ora di macchina da Viterbo. Se passeggiare per il paese di Sutri, arroccato com'è su uno sperone di roccia è davvero piacevole, ancor più interessante è dedicare qualche ora alla visita di questo parco regionale, il più piccolo del Lazio, attrezzato con numerosi itinerari nel verde, sentieri natura, aree pic-nic e punti gioco per i più piccoli, dove a breve distanza tra loro si trovano:

  • un grande anfiteatro etrusco-romano, datato tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. È uno dei tre anfiteatri al mondo totalmente scavati nella roccia e poteva contenere fino a 9000 persone. Rimase sconosciuto fino agli inizi dell’Ottocento, poiché quasi completamente interrato e destinato a colture agricole, mentre oggi è una delle maggiori attrattive di Sutri;
  • il mitreo, una struttura unica nel suo genere che Sutri testimonia oltre 2600 anni di usi diversi ancora leggibili attraverso le sue forme e suoi affreschi. Interamente ricavato nel tufo fu dapprima tomba etrusca, poi tempio pagano dedicato al Dio Mitra e successivamente chiesa cristiana;
  • le necropoli etrusche, totalmente ricavate dalla parete tufacea, estese per quasi 200 metri e disposte su più livelli; utilizzate come scenario unico per la realizzazione del Presepe Vivente e le vie cave, opere di ingegneria etrusco-falisca;
  • La rinascimentale Villa Savorelli, oggi sede del Parco e luogo di eventi e conferenze di carattere culturale nella cui sistemazione è intervenuto anche Giorgio De Chirico.

Palazzo Farnese

Nella seconda parte della giornata la nostra visita guidata prosegue in una località incastonata sui monti Cimini. Attraversando la fitta Selva Cimina si arriva al borgo medievale di Caprarola, reso celebre da uno dei più bei palazzi rinascimentali di tutta Europa! Difficile da credere, ma questa è davvero una dimora da fiaba e non puoi non visitarlo con una guida turistica!
Tutto è imponente e testimonia la potenza della casata: oltre 6000 metri quadri di affreschi perfettamente conservati arricchiscono le decine di sale disposte sui due piani nobili, ettari ed ettari di giardini con fontane, statue, cariatidi, grotte, catene e getti d'acqua. Scopriremo insieme gli aneddoti segreti della famiglia nobile e le camere più riservate del Gran Cardinale, Alessandro Farnese, che con la sua genialità ha portato la sua famiglia all'apice della potenza. Nel bellissimo parco si trova anche la Palazzina del Piacere... perché viene chiamata così? Lo scopriremo insieme.

Quinto giorno: Montefiascone – Bolsena

Montefiascone

La nostra settimana alla scoperta della provincia di Viterbo prosegue con due località che fanno parte del comprensorio del lago di Bolsena.
La prima tappa è Montefiascone, un borgo arroccato reso inconfondibile dal profilo della cupola della cattedrale di Santa Margherita, la terza in piombo più grande d’Italia. Il nome stesso ci fa capire che gli amanti del buon vino e della buona tavola si sentiranno a casa. Il pregevole EST! EST!! EST!!! è legato alla passione di un certo personaggio per questo vino bianco locale, ma vi racconterò maggiori dettagli durante la visita guidata.
Il borgo arroccato, con le sue vie, le piazze rinascimentali, i palazzi nobiliari e la cattedrale è sovrastato dalla mole imponente della Rocca dei Papi dal cui torrione si ammira un paesaggio unico su tutto il lago di Bolsena e sulla piana di Viterbo.

Ma non si può lasciare Montefiascone senza aver visitato un monumento simbolo: la chiesa di San Flaviano, per metà romanica e per metà gotica. La struttura infatti è particolarissima. Si tratta in realtà di due chiese sovrapposte, orientate al contrario e comunicanti: dall’alto è possibile vedere la chiesa sottostante grazie a una grande apertura al centro del pavimento e viceversa dal basso. Capitelli istoriati, pareti intere di affreschi medievali, motti umoristici incisi e danze macabre dipinte fanno di questo luogo un unicum nel suo genere.

Bolsena 

A venti minuti di strada incontriamo il delizioso borgo di Bolsena, centro medievale perfettamente conservato affacciato sul lago vulcanico più grande d’Europa.
Il tour guidato inizia dalla visita della Collegiata di Santa Cristina, la santa che creò la prima comunità cristiana, ancora visibile nelle catacombe ipogee. Il complesso religioso è importante anche per il Miracolo Eucaristico avvenuto in pieno Medioevo, testimoniato dalle pietre macchiate di sangue. Nella piccola Bolsena nasce il Corpus Domini e questa ricorrenza viene ricordata ogni anno con le sue famosissime infiorate.

Proseguiremo con una rilassante passeggiata nel borgo con i suoi due corsi principali ricchi di botteghe artigiane, ristorantini dove gustare ottimi piatti a base di pesce di lago e negozietti di prodotti tipici. Ci si può godere infine un momento di meritato relax ammirando il panorama dalle torri della Rocca Monaldeschi. In alternativa si può optare per una passeggiata sul lungo lago e concludere la giornata con una gradevole navigazione in battello attorno alle isole Martana e Bisentina.

Sesto giorno: Civita di Bagnoregio – Celleno Vecchio – S. Martino al Cimino

Civita di Bagnoregio

Se passi una settimana intera in Tuscia non puoi assolutamente perderti la visita guidata della località più famosa di tutta la provincia di Viterbo.
Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia naturale e paesaggistica unica nel suo genere. Conosciuta tristemente come la "Città che muore", a causa dei progressivi fenomeni di erosione delle sue pareti, è raggiungibile solo attraversando un lungo ponte a piedi. Civita, che diede i natali a San Bonaventura, Padre della Chiesa, sovrasta imperiosamente la sottostante vallata dei Calanchi e offre un paesaggio meraviglioso con qualsiasi condizione meteo. Che ci sia sole o pioggia, riserva al visitatore un incanto speciale, tanto che vale la pena tornarci in diverse stagioni.

Celleno Vecchia

A poca distanza da Civita di Bagnoregio, c’è un luogo isolato poco conosciuto ma di grande fascino. Si tratta di un’altra città che muore, meglio chiamata con il nome di “Celleno il borgo fantasma”. Le rovine del paese, abbandonato da oltre un secolo, sorgono su uno sperone tufaceo scandito da due torrenti che confluiscono lentamente nel Tevere. Celleno in seguito a epidemie, terremoti e a causa della fragilità e all'erosione del basamento di tufo sul quale sorge, si è trasformato in una città fantasma. I monumenti di grande suggestione che si possono ammirare sono diversi:

  • Castello Orsini, perfettamente conservato, perché abitato fino a non molti anni fa, è circondato da un fossato ed è dotato di un imponente fortilizio e di una grande torre di guardia.
  • Abitazioni ristrutturate nella loro forma originale e case completamente diroccate, che rendono il paesaggio circostante incantevole.
  • Piazza del Comune, su cui si affacciano il Castello, la chiesa di San Carlo del XVII secolo, la chiesa di San Donato del 1200 e altri palazzi a cielo aperti all'interno dei quali crescono rigogliosi alberi.

Recentemente il Comune di Celleno ha avviato un progetto di recupero e di riqualificazione del borgo imperniato sull’ospitalità diffusa e con la prosecuzione degli studi archeologici, storici e geofisici del luogo, in attesa di poter diventare una nuova Civita di Bagnoregio

Prima di lasciare questo luogo quasi surreale, visiteremo la graziosa chiesetta romanica addossata al piccolo convento di San Giovanni Battista, situato alle porte di Celleno, un complesso seicentesco dotato tra le altre cose di uno stupendo chiostro con pozzo centrale, una caratteristica sala da pranzo (il vecchio refettorio), un piccolo bar e alcune salette di incontro. Tutt'attorno, la struttura è abbellita da giardini, orti, un parco di lecci.

S. Martino al Cimino

Concludiamo questa penultima giornata del nostro tour di una settimana in Tuscia con la vista di un luogo di silenzio e di pace: l’ottima posizione panoramica su Viterbo e il gradevole clima, dovuto alla presenza tutt’attorno di fitti boschi, tra cui la secolare faggeta, monumento naturale UNESCO, caratterizzano San Martino al Cimino. L’antico centro medievale (riadattato nel XVII secolo in seguito alla costruzione del Palazzo Doria Pamphilj)è cresciuto intorno all’imponente abbazia cistercense, documentata fin dall’anno 838, ha la caratteristica forma a ferro di cavallo ed è tra i primi esempi di case a schiera. Accanto alla preziosissima abbazia con i campanili disegnati dal Borromini, svetta il palazzo di Donna Olimpia Pamphilj, chiuso al pubblico, ma aperto straordinariamente su prenotazione.
Se desideri visitarlo comunicamelo per tempo, per poter organizzare al meglio l’apertura straordinaria.

Settimo giorno: Vulci – piscine termali

Vulci

Chiudiamo il nostro tour della Tuscia con le realtà di Canino e Vulci, località a nord della provincia di Viterbo davvero suggestiva: nel raggio di pochi metri è possibile visitare: 

  • Il castello della Badia: attestato fin dal IX secolo ma dotato di fossato e ricostruito nelle forme attuali nel Quattrocento dalla famiglia Farnese, ospita l’importante Museo Archeologico che offre un panorama completo della città etrusco-romana di Vulci. Raccoglie infatti materiale, allestito in ordine cronologico, proveniente da scavi effettuati dall'Ottocento ai giorni nostri soprattutto nelle vastissime necropoli, comprendenti circa 30.000 tombe;
  • il ponte del diavolo: chiamato così fin dagli abitanti del luogo è impressionante per la sua altezza e la sua struttura: i piloni che si appoggiano sull’alveo del fiume Fiora sono di epoca etrusca, mentre la struttura su cui ancora oggi si cammina è dell’epoca romana, rimaneggiata in epoca medievale per collegarlo al castello. Snodo cruciale di importanti vie di comunicazione, questa struttura permetteva di raggiungere, qualche centinaio di metri più in là, la Porta Nord di Vulci, una delle città più importante della Dodecapoli Etrusca;
  • Parco Archeologico-Naturalistico di Vulci: sulla sommità del pianoro su cui si sviluppava la città etrusco-romana si possono ammirare le sue rovine entrando da Porta Ovest e camminando sul basolato romano fino a raggiungere il Tempio Grande, i vicini Edifici in Laterizi e l’Edificio Absidato. Si prosegue visitando il Mitreo e la suggestiva Domus del Criptoportico, scendendo nei sotterranei della residenza di epoca romana. Queste rovine sono immerse in una natura incontaminata che offre colori, suoni ed emozioni sempre diverse: attraverseremo il canyon formato dalla scura roccia vulcanica scolpita dalle acque del Fiora, accompagnati dalle maestose vacche maremmane e da cavalli bradi che si trovano liberi sul pianoro, fino a giungere al laghetto del Pellicone, reso celebre da Aldo, Giovanni e Giacomo in Tre uomini e una gamba. Percorreremo la Valle delle Farfalle e ci addentreremo nella rigogliosa vegetazione lungo le sponde del fiume, rifugio per cinghiali, lepri, istrici e territorio dei coloratissimi gruccioni in primavera.

Le piscine di acqua termale

Per concludere in bellezza questo tour di una settimana in Tuscia non può mancare un pomeriggio di relax in uno dei tantissimi siti termali di cui la provincia è ricchissima.
Le proprietà benefiche di queste acque sulfuree, conosciute fin dall'antichità e rese immortali da Dante nella Divina Commedia, aiutano nella cura di problemi dell’apparato respiratorio e circolatorio, sono curative a livello dermatologico e, ovviamente, regalano momenti di relax senza eguali. Godersi un bagno caldo o tiepido dopo aver assaporato una settimana di tour della Tuscia non ha prezzo. Puoi goderti il tuo relax nelle piscine degli stabilimenti termali attrezzati oppure all’interno delle pozze naturali in aperta campagna, a contatto diretto con la natura: puoi decidere di andare alle pozze termali del Bagnaccio, site di fronte alle rovine delle antiche terme romane del Bacucco che furono studiate anche da Michelangelo per la progettazione della cupola di S. Pietro a Roma. Oppure puoi immergerti proprio nelle vasche citate da Dante, alimentate dalla sorgente del Bullicame. In alternativa puoi concederti un rilassante bagno nelle acque tiepide delle vasche romane delle terme Carletti. Insomma, a chiusura di questo tour in Tuscia hai solo l'imbarazzo della scelta dei bagni dove goderti il tuo meritato relax. Unica raccomandazione: che sia estate o inverno, ricordati di mettere in valigia il costume!

Ti aspetto in Tuscia, una terra che saprà regalarti un soggiorno di qualità all’insegna del bello e del buono!

Una settimana in Tuscia: i consigli della guida turistica

  • I tour guidati sono del tutto personalizzabili: questo che ti propongo è un esempio dei luoghi più significativi per me
  • Se decidi di trascorrere una settimana in Tuscia e vuoi partire preparato contattami per tempo per avere tutti i consigli di viaggio
  • Prima di partire controlla sul questo sito cosa preferisci vedere in città e in provincia: potresti ad esempio scoprire di voler trascorrere più giorni alla scoperta di Viterbo e dei suoi numerosi monumenti e quindi ridurre le tappe in provincia. Per scoprire tutti i monumenti di Viterbo consulta la pagina del tour Viterbo: tutto il centro storico
  • Insieme studieremo un itinerario adeguato per te, compatibilmente con i tuoi interessi, gli orari di apertura dei monumenti e, se vorrai, potrò organizzare anche delle aperture straordinarie di luoghi normalmente chiusi al pubblico.
  • Anche se trascorrerai una settimana intera in Tuscia, ti consiglio di stabilirti a Viterbo, senza cambiare più volte il tuo alloggio. Da Viterbo, infatti, anche le mete importanti più lontane della provincia si raggiungono in circa mezz’ora d’auto
  • Inizia il tuo soggiorno in Tuscia visitando prima il centro storico di Viterbo. Una volta conosciuta la splendida Città dei Papi, sarai pronto per partire alla scoperta della sua provincia
  • Contattami per qualsiasi consiglio e per riservarti una visita guidata realizzata su misura per te! Una guida turistica di qualità cambia il modo di guardare le cose e il tuo soggiorno sarà anche più divertente!